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  • 17 luglio 2020

Consiglio di Amministrazione per l’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca.

Intesa San Paolo Ubi Banca

Daclé SA comunica che il presidente Paolo Campiglio ha convocato il consiglio di amministrazione della società per deliberare sull’adesione all’offerta pubblica di scambio volontaria promossa da Intesa Sanpaolo sulla totalità delle azioni nominative in circolazione di Ubi Banca.

Daclé e chi la gestisce non ha una partecipazione in Ubi Banca che può essere definita rilevante ma, come altri azionisti minori, detiene un pacchetto di titoli che potrebbe risultare decisivo per raggiungere la soglia percentuale di successo indicata dall’offerente, ovvero la circostanza che all’esito dell’offerta Intesa San Paolo si trovi a detenere una partecipazione almeno pari al 66,67% del capitale di Ubi Banca.

In questi giorni i soci di Ubi Banca si stanno muovendo in maniera differente, ciascuno seguendo, come è giusto, il proprio interesse – spiega Paolo Campiglio – e anche noi faremo la nostra scelta, ascoltando da una parte le voci dell’offerente (Intesa San Paolo) che propone un aumento di valore e quindi di dividendi distribuiti nei prossimi esercizi, e dall’altra della banca sotto attacco (Ubi) che attraverso il suo management pare stia prospettando una fusione alternativa da effettuarsi entro l’anno con un altro istituto di credito per costruire un’aggregazione importante a livello nazionale e forse europeo. Quello che è certo – continua Paolo Campiglio – è che se aderiremo all’offerta promossa da Intesa San Paolo porteremo in dotazione a Ca’ de Sass la totalità dei titoli in nostro possesso e non solamente una frazione, come sarebbe anche consentito.

Come nota a margine si precisa che né Daclé né Paolo Campiglio hanno assunto o dato incarichi ad advisor esterni per essere supportati nella decisione con valutazioni tecniche, ai quali invece si sono legittimamente rivolti altri soci di Ubi, come ad esempio Cattolica Assicurazioni che si è fatta supportare da Mediobanca o le fondazioni bancarie di Pavia e Cuneo che si sono rivolte a Société Générale.

Invece è la seconda volta che ci troviamo nel mezzo del risiko bancario, infatti 20 anni fa quando eravamo tra gli azionisti della Banca di Legnano, la maggioranza del capitale passò improvvisamente di mano e il valore delle azioni aumentò notevolmente in una notte fino a triplicare nelle due sedute di borsa successive all’annuncio.

Corporate Financial Press Office